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Scontro Trump Zelensky: lezione di negoziazione - Parte I

  • Immagine del redattore: kairosgoodfriend
    kairosgoodfriend
  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Due leader mondiali in un acceso confronto diplomatico. Uno appare sicuro di sé e dominante, mentre l'altro è in difficoltà, con un linguaggio del corpo più chiuso e difensivo. L'immagine rappresenta il potere della preparazione strategica in una negoziazione. Parole chiave: negoziazione efficace, potere negoziale, strategia politica, influenza, Kairos Goodfriend.

⚠️ Kairos Goodfriend è contro qualsiasi forma di violenza, sia verbale che fisica, e ripudia ogni atto bellico. Questo articolo analizza l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky da un punto di vista strettamente negoziale, senza prendere posizione politica.


L’incontro ha dimostrato quanto la preparazione e la strategia siano fondamentali in una negoziazione ad alto rischio. Trump (con la strategia propostagli dal suo team) ha strutturato il confronto con precisione chirurgica, mettendo Zelensky in difficoltà su ogni fronte. Il presidente ucraino è apparso sprovveduto e impreparato, senza strumenti per difendersi efficacemente.


Come Trump ha dominato la situazione: 7 mosse


  1. Ha impostato la scena a suo favore. Trump ha avuto il pieno controllo dell’ambiente: luogo, disposizione delle sedie, telecamere. Si è permesso anche di toccarlo, di dirgli che doveva ringraziarlo, che non aveva il diritto di dire come gli USA si dovevano sentire. Anche il linguaggio del corpo era molto rilassato rispetto alle frequenti braccia conserte della controparte ucraina. Lo ha addirittura imitato goffamente "io non voglio il cessate il fuoco, io non voglio il cessate il fuoco"

  2. Ha sfruttato il supporto del suo vice che ha aperto le ostilità con delle domande provocatorie, poste in maniera diabolicamente ineccepibile "Non sei d'accordo che avete un problema di mancanza di uomini?". Dei ganci simbolici per ridurre ulteriormente il potere negoziale di Zelensky.

  3. Ha usato la tecnica del truismo. Trump ha ripetuto verità ovvie (es. "Io sto a favore del mondo," "Putin e Zelensky non si amano", "Potrei essere più duro ma non serve a niente)

  4. Ha scaricato tutte le colpe alle amministrazioni precedenti, dicendo "Io non c'ero nel 2014" (ma si nel quadriennio successivo=. Facendo cosi, psicologicamente, si è proposto come un uomo nuovo, diplomatico, l'eroe che ferma la guerra. Zelensky avrebbe dovuto contraddirlo ma avrebbe portato allo scontro e il vice di Trump è intervenuto magistralmente con una supercazzola dicendo "la diplomazia che porrà fine alla distruzione del tuo Paese" rivolto a Zelinsky. Infine, l'ha accusato di mancanza di rispetto verso il popolo americano, reo di non aver detto abbastanza volte "grazie"!

  5. Ha ribadito più di una volta che Zelensky "non ha le carte" ossia non è in una posizione di vantaggio ma se ubbidisce alle richieste americane allora si che avrà le carte. E deve fidarsi di lui perchè Putin lo rispetta, non come Obama e Biden.

  6. Ha accusato Zelensky di "star facendo rischiare la Terza Guerra Mondiale”, lasciando il presidente ucraino con poche opzioni di replica.

  7. Si è preso lui l'ultima parola! Ha fatto una sintesi "o chiudi il deal con noi, o non hai le carte. Oppure lotta tu da solo ma non sarà bello"


Conclusione


L’incontro tra Trump e Zelensky ha dimostrato quanto il potere negoziale dipenda dalla preparazione strategica e dal controllo dello scenario. Zelensky si è trovato in una posizione sfavorevole perché non ha imposto alcuna condizione preliminare, mentre Trump ha giocato con le sue solite armi, portando il confronto esattamente dove voleva.


Nel prossimo post,  vedremo gli errori del Presidente Zelensky, e soprattutto, cosa avrebbe potuto fare meglio.


Se vuoi migliorare le tue capacità negoziali e imparare a prepararti per ogni scenario, anche mefistofelico, scrivimi a kairosgoodfriend@gmail.com per una consulenza personalizzata.






 
 
 

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